Sapete cosa mi lega a questi tessuti..in particolare agli Stati Uniti?

Chi mi conosce di più sì ma tante di voi no!

Con la mia famiglia d’origine abbiamo vissuto negli USA per 3 anni (in realtà 4 e mezzo ma la prima volta ero così piccola che e mi ricordo poco e niente).

Nello specifico eravamo a Poughkeepsie (nome che dovreste sentirmi pronunciare perché scritto è difficilissimo) nello stato di New York.

Quindi inverni lunghi e freddi e autunni memorabili.

Avevo solo 10 anni quando ci siamo trasferiti e io non sapevo una parola d’inglese e non è stato semplicissimo in alcuni momenti..eppure a distanza di anni continuo a pensare che senza quell’esperienza io non sarei quella che sono ora.

Innanzitutto, mi ha arricchito tantissimo perché ho conosciuto a fondo luoghi e una cultura (specialmente a quei tempi) diversa dalla nostra e questo sicuramente mi ha aperto la mente e mi ha reso più adattabile alle situazioni.

Ho iniziato il primo giorno di scuola sapendo solo dire “posso andare in bagno” (proprio lo stretto necessario per la sopravvivenza) ma poi ho imparato la lingua molto bene. Grazie a questa conoscenza che sono anche riuscita a creare questa attività! Tutte le mie ricerche, contatti e le contrattazioni con i fornitori sono tutte in inglese!

 

Ma soprattutto lì c’è stato il primo contatto con il PATCHWORK..ovviamente non da parte mia perché ero piccola ma da parte di mia mamma.

Premetto che negli USA i ragazzi vanno a scuola fino al pomeriggio e poi ci sono tante attività come sport, pittura, scout che si fanno dopo la scuola e all’interno della struttura. Quindi mangiavamo sempre a scuola e tornavamo spesso anche tardino. Inoltre, avevamo una casa molto carina ma essenziale perché sapevamo già che non saremmo stati lì per sempre quindi la sua gestione era più semplice rispetto a quella italiana.

Poi vi ricordate che ho detto che gli inverni era lunghi e freddi?

Tutto questo si è trasformato in tanto tempo libero per mia mamma che si è buttata a fare corsi di ogni tipo..inglese, fiori secchi, pittura, bricolage e patchwork. E in quest’ultimo caso: SBANG!! È nato un amore, anche se inizialmente le hanno fatto fare un lavoro certosino che avrebbe smorzato l’entusiasmo a chiunque. Vi dico solo che il taglio veniva fatto con le forbici, cucito a mano e pezzi piccolissimi! Ma lei non ha mollato e proseguito, e cucito a più non posso! In più mi ha trasmesso la passione..e una cosa tira l’altra e a distanza di 35 anni siamo ancora appassionate di questa tecnica bellissima e ne abbiamo fatto, prima lei e poi io, una professione.

Spero che questo racconto vi sia piaciuto…

Magari in un altro articolo vi racconterò com’è che da passione è diventato lavoro!

 

Francesca

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i singoli tessuti da sinistra verso destra: